Alcologiarassegna stampa vino birra e altri alcolici del 13.5.20

13 Maggio 2020
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RASSEGNA STAMPA QUOTIDIANA SU VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI
A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

OGGISCUOLA

Studente morto in gita a Milano, niente risarcimento: “I prof non hanno
colpe”

Di francesco sarnacchiaro

La famiglia dello studente morto in gita Milano non avrà un risarcimento
dal ministero dell’Istruzione. Si tratta dello studente morto dopo essere
caduto dalla finestra dell’hotel a Milano in cui si trovava con la sua
classe durante una gita ai padiglioni di Expo nel mese di ottobre 2015. Lo
ha stabilito la sentenza del Tribunale di Firenze n. 1038 depositata l’8
maggio scorso, che ha precisato che non vi fu responsabilità dei docenti.

*I fatti*

Lo studente morto, un diciassettenne di Cecina, si trovava in gita con
altri 48 studenti. La notte tra il 14 e il 15 ottobre 2015, alle ore 4.06,
precipitava dalla finestra della camera che condivideva con altri compagni
di classe, posta al sesto piano dell’hotel. Alle 6 gli studenti partono in
pullman da Cecina per raggiungere Milano. La vittima dorme fino alla sosta
all’area di servizio. Alle 9 i ragazzi effettuano una pausa all’autogrill,
la vittima non consuma alcol, risulta allegra, scherzosa e, ripreso il
viaggio, parla di calcio con un’amica di infanzia.

*La ricostruzione*

Alle 11.30 i ragazzi arrivano all’area Expo e terminano la procedura per la
distribuzione dei biglietti e alle 13.30 tutta la classe entra nell’Area
Expo e si muovono in piena libertà. I ragazzi e gli insegnanti creano un
gruppo WhatsApp per tenersi costantemente in contatto in caso di bisogno.
Gli insegnanti concordano due appuntamenti per ritrovarsi: uno alle 18,
l’altro alle 22 per il rientro in albergo. Durante la visita i ragazzi
consumano bevande alcoliche ma non in maniera tale da mostrare segni di
alterazione. Secondo i compagni, la vittima avrebbe consumato tre o quattro
birre e un cocktail leggero, nessuno dichiarerà che fosse ubriaco.

*La sera*

Alle 22.45 la comitiva raggiunge il pullman per rientrare in albergo. Le
insegnanti, al fine di controllare meglio i ragazzi, occupano ciascuna una
stanza collocata in uno dei tre piani della struttura. Lo studente morto è
nella propria camera insieme ai tre compagni di stanza e ad altri ragazzi
che nel frattempo erano sopraggiunti. Dalle indagini era emerso che i
ragazzi avrebbero fumato 4 spinelli (si tratterebbe di 3 gr di hashish
acquistata per 10 euro ciascuno prima della partenza da Cecina). I compagni
riferiscono che la vittima era allegra, ma verso l’una di notte, dopo il
secondo spinello, l’umore sarebbe cambiato, diventando cupo e silenzioso,
tanto da mettersi a letto. Ciononostante, secondo quanto si legge nella
sentenza, avrebbe partecipato al confezionamento e alla consumazione del
quarto spinello insieme agli altri compagni.

*Le ore della tragedia*

Per non far scattare l’allarme anti incendio i ragazzi avevano alzato le
tapparelle e aperto le finestre. L’umore dello studente morto sarebbe
cambiato improvvisamente, tanto da sconfinare in gesti aggressivi nei
confronti degli altri compagni di classe, che decidevano pertanto di
lasciare la stanza. Le telecamere interne dell’albergo riprendono i ragazzi
mentre tornano nelle proprie stanze. Dopo quell’ora non venivano registrati
altri movimenti. Alle 4.06 le telecamere del sistema di sorveglianza di
un’impresa vicina all’hotel mostrano la sagoma della vittima nella fase
finale della precipitazione a terra.

*Il ritrovamento*

Alle 5.30 il corpo dello studente morto viene ritrovato da una guardia
giurata che stava eseguendo un’ispezione di routine. Il Gip di Milano aveva
archiviato il caso, ritenendo che la caduta fosse stata causata da un gesto
volontario del ragazzo. I familiari intentano una causa civile contro il
Miur per vedere accertata la responsabilità civile degli insegnanti per
omesso controllo dei ragazzi. L’obbligo di sorveglianza dei docenti fin
dove deve arrivare? Per il giudice della seconda sezione civile del
Tribunale di Firenze, dottor Fiorenzo Zazzeri, data l’età dei ragazzi,
della quarta e quinta superiore, gli insegnanti «non hanno l’obbligo di
controllare capillarmente ogni singola condotta degli studenti, fermo
l’obbligo di predisporre misure volte a reprimere eventuali abusi
potenzialmente dannosi per la salute degli studenti».

*L’alcol*

*Quanto al dovere di vigilare sull’assunzione di alcol, la somministrazione
sarebbe avvenuta da parte dei responsabili dei singoli stand di Expo,* in
violazione del divieto di servire alcol ai minorenni. Nessuna
responsabilità dei docenti, quindi, sullo studente morto. Gli insegnanti
hanno fatto legittimo affidamento sul rispetto di tali norme da parte degli
esercenti. Per il giudice, inoltre, tre insegnanti per 49 studenti sono da
considerarsi un numero proporzionato per garantire un adeguato controllo
della comitiva. La caduta della vittima sarebbe perciò stato un evento del
tutto imprevedibile. (*)

*Lasciare liberi i ragazzi di muoversi*

I ragazzi al momento dei fatti erano quasi tutti maggiorenni, compreso lo
studente morto, o prossimi alla maggiore età. Per il giudice avevano quindi
la maturità giusta per essere lasciati liberi di muoversi tra gli stand. Si
trattava inoltre di un’area circoscritta e protetta all’interno della quale
più volte gli insegnanti avevano incontrato i ragazzi. È stata valutata
positivamente dal giudice: qualunque situazione di emergenza avrebbe potuto
essere segnalata, consentendo un intervento rapido da parte dei docenti.
Per il giudice non si può pretendere dagli insegnanti, in rapporto alla
situazione concreta, una sorveglianza notturna a oltranza che risulterebbe
anche invasiva.

*Le raccomandazioni*

I docenti devono però raccomandarsi con i ragazzi di non lasciare le
proprie stanze di notte, comportamento che a quell’età si deve poter
pretendere. La precauzione degli insegnanti di dislocare le proprie stanze
ciascuno a uno dei piani in cui si trovavano i ragazzi è stato un altro
accorgimento valutato positivamente per escludere la responsabilità civile.
In questo caso nessuna colpa per la tragedia dello studente morto. La
responsabilità del Miur, che risponde di una eventuale responsabilità dei
docenti di una scuola pubblica in virtù del rapporto organico dettato
dall’articolo 28 della Costituzione, deve essere esclusa. Il fatto – per il
Tribunale di Firenze – è stato del tutto atipico e imprevedibile,
soprattutto perché gli insegnanti non disponevano di alcun elemento, anche
solo potenziale o ipotetico, per prevedere che la vittima potesse compiere
atti considerati autolesionistici.

(*) Nota: chissà se verso chi ha somministrato alcolici al ragazzo deceduto
è stata intestata una causa di risarcimento?

ESTENSE.COM

Alcol a minori e mancato rispetto degli orari, ancora chiuso il minimarket

*Il questore sospende la licenza per altri 15 giorni al negozietto di via
Armari già colpito lo scorso anno da provvedimenti amministrativi*

Venne chiuso per 30 giorni poco più di un anno fa per aver venduto alcolici
a minorenni. Il sindaco di allora impose anche la chiusura anticipata alle
20 per 12 mesi. Ma il minimarket di via Armari ha di nuovo violato le
regole e il questore Cesare Capocasa ha imposto l’ennesima sospensione
dell’attività, questa volta per 15 giorni, usando il potere dell’articolo
100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (il cosiddetto Tulps).

Il provvedimento a carico del titolare – un 50enne del Bangladesh – è
scatto per via del mancato rispetto degli orari di chiusura e ancora dalla
somministrazione di bevande alcoliche a minorenni.

La squadra della Polizia amministrativa prosegue, su input del questore, i
servizi di controllo degli esercizi commerciali, finalizzato a verificare
la correttezza nella conduzione di tali attività, a riscontrare eventuali
irregolarità amministrative, in particolare, l’illecita vendita di alcol a
minori, fenomeno in continua crescita a livello nazionale. Sono cinque gli
esercizi commerciali chiusi dall’inizio dell’anno.

LA PROVINCIA DI CREMA

Festino alcolico, scempio al fontanile I Büss

*Lattine di birra, bottiglie e rifiuti gettati anche sotto il cartello che
informa dei divieti*

*VAILATE* (12 maggio 2020) – Hanno organizzato un festino non autorizzato
con cibo, bibite e birre, lasciando i rifiuti accanto alla bacheca
informativa e sul prato e buttando in acqua una borsa della spesa. Scempio,
nello scorso fine settimana, alla fontana dei Buchi («I Büss», com’è
conosciuta da tutti in paese), situata aldilà della strada provinciale 2,
poco dopo la rotonda per Agnadello, teatro di una festicciola organizzata
da un gruppo di persone che sul posto ha abbandonato diversa immondizia.

A segnalare al Comune quanto avvenuto è stato un privato cittadino. «Un
brutto gesto – spiegano dal municipio di via Giani – che fa ancora più male
se si pensa quanto temiamo ai nostri fontanili, che consideriamo un vero e
proprio patrimonio della nostra comunità».

TRIESTEPRIMA

Padre alcolista e stalker condannato a non poter vedere i figli da solo

*Stalking e violenza sull’ex moglie davanti ai figli: il tribunale li
affida alla madre*

*Un uomo con problemi di alcolismo è stato condannato dal tribunale a non
poter vedere i figli da solo. Dovrà anche risarcire all’ex moglie 8500 euro
di danni morali. Per lui la pena patteggiata è di 10 mesi*

Redazione

Stalking, percosse, minacce all’ex moglie di fronte ai figli di 10 e 12
anni: per questo un 47enne triestino è stato condannato qualche anno fa a
una pena patteggiata di dieci mesi di reclusione e ora, in base a una
sentenza civile di risarcimento danni, dovrà pagare 8500 euro per
risarcimento danni morali, oltre al pagamento delle spese legali di
controparte. Oltre a questo, i figli saranno affidati esclusivamente alla
madre, gli assegni per il mantenimento saranno versati direttamente dal
datore di lavoro e le visite saranno “blindate”: il padre non potrà vedere
i ragazzi da solo ma soltanto in presenza della nonna e dello zio paterni.
Perfino i messaggi Whatsapp potranno essere mandati solo due volte a
settimana e a orari prestabiliti. In più l’uomo, con seri problemi di
alcolismo collegati ai comportamenti violenti, dovrà intraprendere un
percorso di recupero al Sert. La sentenza di divorzio, con le condizioni
citate, è stata emessa da un collegio di donne: i giudici Anna Lucia
Fanelli, Monica Pacilio e Sabrina Cicero. La donna è stata difesa
dall’avvocato Giovanna Augusta de’Manzano.

*La storia*

Una lunga storia di maltrattamenti reiterati dopo la separazione
consensuale tre i due, con un primo episodio di aggressione nel febbraio
del 2016 da parte del 47enne. Quest’ultimo, dopo aver portato i bimbi dalla
madre avrebbe iniziato a inveire contro di lei, litigando per le condizioni
di affidamento dei figli, all’epoca condiviso. Il tutto sarebbe poi
degenerato in minacce, insulti, e sputi.

Un’altra volta l’uomo avrebbe raggiunto la donna nel suo luogo di lavoro e
l’avrebbe colpita alla testa con un Pc portatile, incolpandola del fatto
che i figli non volevano stare con lui. Qualche mese dopo, ancora, il
47enne avrebbe minacciato di morte la madre dei suoi figli, e davanti a
loro l’avrebbe colpita con un calcio per poi stringerle il collo con le
mani. Diversi altri episodi di violenze e comportamenti persecutori
avrebbero portato la donna a vivere in un costante incubo, in preda
all’ansia e alla paura. Per questi atti l’uomo è stato giudicato colpevole
in sede penale già nel 2018.

*L’affidamento*

Adesso, dopo la sentenza di divorzio del Tribunale di Trieste, i figli sono
stati affidati esclusivamente alla madre, al padre sarà permesso vederli
solo due volte a settimana, sempre accompagnato, e potrà mandar loro dei
messaggi nelle sole giornate di martedì e giovedì. Gli assegni per il
mantenimento dei figli, versati direttamente dal datore di lavoro alla
madre, ammontano a 320 euro mensili per ciascuno di loro. Potranno essere
seguiti da uno psicologo anche senza il consenso paterno.

L’avvocato de’Manzano, che segue la madre, ha dichiarato: “Circa i danni da
stalking, ritengo che non esistano in assoluto risarcimenti – di nessun
tipo, tanto meno pecuniari – adeguati. In ogni caso grazie al Tribunale la
mia assistita si è vista riconosciuta nella sofferenza patita. Con la
sentenza di divorzio poi la madre ha visto tutelati i propri figli;
sentenze di questo tipo danno fiducia a tutti nella Giustizia”.

ZOOM24

Molesta donna incinta a Villa San Giovanni, arrestato dalla Polizia

Di red4 13 Maggio 2020

*Si tratta di un uomo originario di Palermo e residente a Roccapalumba, in
evidente stato di ebbrezza alcolica*

Stava molestando una donna in stato di gravidanza che si trovava nei pressi
della stazione di Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria. Si
tratta di un uomo originario di Palermo e residente a Roccapalumba che, in
evidente stato di ebbrezza alcolica, ha aggredito la signora che era in
attesa dei mezzi per raggiungere la Puglia. Sul posto sono intervenuti gli
operatori della polizia ferroviaria della Sezione Polfer di Villa San
Giovanni ai quali il molestatore si è rifiutato di fornire le proprie
generalità aggredendoli con calci e pugni.

L’episodio si è consumato nei giorni scorsi, di sera, ed ha portato
all’arresto del palermitano, convalidato nelle scorse ore dopo la
celebrazione del processo per direttissima, con l’accusa di violenza,
minaccia, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. Nella scorsa
settimana gli agenti del compartimento Polfer Calabria nel corso del
monitoraggio dei viaggiatori al fine di garantire il rispetto delle norme
anticontagio hanno provveduto ad identificare 3593 persone.

CHIAMAMICITTA’

Riccione, si tuffa ubriaco dagli scogli, i Carabinieri lo salvano ma lui li
insulta

12 Mag 2020 – Prima si è ubriacato, poi in preda ai fumi dell’alcool ha
deciso di concedersi un tuffo dagli scogli di Portoverde. Lui, un 21enne
albanese, era probabilmente inconsapevole del fatto che il gesto gli
sarebbe potuto costare anche molto caro.

L’allarme è scattato ieri alle 23.30, il giovane era stato notato da alcuni
passanti che subito avevano allertato i Carabinieri.

Giunti sul posto è spettato a loro il compito di tirarlo fuori dalle acque.
E non senza difficoltà, perchè il 21enne aveva iniziato ad aggredirli a
insultarli.

Sul posto è arrivata anche un ambulanza, il giovane è stato infatti preso
in carico dai sanitari. Troppo fredda l’acqua e il rischio di ipotermia era
tangibile.

Il ragazzo ha comunque rimediato una denuncia per resistenza a pubblico
ufficiale.

VELVETGOSSIP

Iva Zanicchi confessa: “Astemia per 30 anni mentre adesso…”

2020-05-13, di Roberta Gerboni

*Spunta la dichiarazione inedita di Iva Zanicchi che parla del suo rapporto
con l’alcol dopo anni di astemia.* Ecco cosa ha detto.

*Iva Zanicchi e il rapporto con l’alcol*

Iva Zanicchi è una delle cantanti più amate in Italia, le sue canzoni hanno
fatto la storia e i suoi fan sono tantissimi. Il pubblico continua a
seguirla con interesse anche dopo tutti questi anni, e ogni sua
dichiarazione fa il giro del web in poche ore.

Dai più giovani fino alle generazioni passate, tutti la ammirano ed è
l’esempio di una cantante che ha saputo fronteggiare il trascorrere del
tempo reinventandosi di volta in volta.

Adesso è emerso un dettaglio interessante che riguarda il suo rapporto con
l’alcol. Ecco cosa ha dichiarato a proposito Iva Zanicchi.

La confessione inedita: “Prima ero astemia, ma ora…”

Come riportato da Dagospia, l’ultimo libro di Giancarlo Dotto, dal titolo
Nate libere, contiene importanti dichiarazioni di donne famose del mondo
dello spettacolo. All’interno del libro si trovano ritratti inediti di 27
donne, tra cui Iva Zanicchi.

*La cantante avrebbe dichiarato, infatti, queste parole:*

Sono stata quasi astemia fino ai 30 anni, poi mi hanno costretta a
sbevucchiare. Adesso a tavola il bicchierotto in più ci scappa. Due sorsi
di Lambrusco in corpo e vado come una locomotiva. Ho una tenuta che posso
ammazzare un cavallo. Posso bere un fiasco di vino e resto sobria.

Di certo una rivelazione sorprendente che rivela il carattere esuberante di
Iva Zanicchi, che non ha peli sulla lingua e che non nasconde mai nulla e
all’interno del libro non mancheranno altri interessanti dettagli.
D’altronde un buon bicchiere di vino a tavola è un’abitudine condivisa da
tantissimi italiani. In molti sostengono addirittura che sia benefico per
il corpo e la circolazione sanguigna. (*)

(*) Nota: le vecchie glorie ricorrono spesso a provocazioni e
insignificanti scoop per far ancora parlare di sé e delle loro produzioni. Il
consumo di alcolici ed i luoghi comuni ad esso associati offrono sempre un
buono spunto.

Associazione Nuovo Paradigma O.d.V. – C.F. 91071720931

Associazione Nuovo Paradigma O.N.L.U.S. – C.F. 91071720931