Alcologiarassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 23 maggio 2020

23 Maggio 2020
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RASSEGNA STAMPA SU VINO, BIRRA E ALTRI ALCOLICI

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

INVITIAMO TUTTI I LETTORI DELLA RASSEGNA STAMPA A DEDICARE POCHI MINUTI DEL
LORO TEMPO ALLA COMPILAZIONE DELL’IMPORTANTE QUESTIONARIO DESCRITTO
NELL’ARTICOLO CHE SEGUE

GDS.IT

Coronavirus: rischio alcol in isolamento, c’è sondaggio

L’isolamento per il coronavirus, l’aumento dell’ansia e il potenziamento
delle vendite online e a domicilio hanno agito come catalizzatore dei
consumi di bevande alcoliche. Per questo l’Osservatorio Nazionale Alcol e il
Centro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la promozione della
salute e la ricerca sull’alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, insieme a
numerosi istituti di ricerca e organizzazioni di tutela della salute
pubblica europei, hanno lanciato un sondaggio d’opinione e di consultazione
sui consumi di alcol tra la popolazione.

Scopo dell’indagine – attiva sino al 30 giugno – “è dar voce alle percezioni
e alle esperienze personali per raccogliere e produrre indicazioni da
proporre ai decisori politici al fine di garantire risposte specifiche e
quanto più possibile aderenti alle esigenze di prevenzione di breve, medio e
lungo termine”, spiega una nota. Già nelle scorse settimane l’Iss ha
pubblicato informazioni e infografiche sull’effetto del consumo di bevande
alcoliche durante la pandemia da Coronavirus, per aumentare la
consapevolezza sui pericoli di legati a un calo delle difese immunitarie in
un momento in cui queste possono fare la differenza nella risposta
dell’organismo all’infezione.

“Stiamo vivendo una situazione del tutto nuova che rende urgente
riprogrammare e rinnovare i servizi sanitari, ridefinire i programmi e
riorganizzare l’intero sistema di cura”, aggiunge la nota. La partecipazione
al sondaggio, volontaria, gratuita e in forma anonima, richiede meno di
dieci minuti. Per partecipare basta collegarsi a questo link
bildungsportal.sachsen.de/umfragen/limesurvey/index.php/239155?lang=
it .

NEWSBY

Fase 2, Appendino: “Niente alcol d’asporto dopo le 19 e chiusure all’1”

“È un’ordinanza sperimentale, prevista per questo fine settimana e
prossimo”. Chiara Appendino ringrazia i cittadini di Torino e li esorta a
essere ancora più responsabili

Il sindaco di Torino, Chiara Appendino, parla delle nuove misure previste
nel capoluogo piemontese a partire da questa sera, in occasione dell’inizio
della Fase 2. “Vogliamo permettere, con un graduale ritorno alla normalità,
alle attività di riprendere e chiediamo il rispetto di alcune regole
semplici a tutela della comunità. L’ordinanza partirà da stasera in alcune
zone di Torino e prevede due significative novità: dalle 19 vige il divieto
di vendita di alcolici da asporto e la chiusura di bar e ristoranti all’1 di
notte. È un’ordinanza sperimentale”, afferma Appendino, “prevista per questo
fine settimana e per giovedì, venerdì e sabato della prossima. Ma,
nell’ambito della prossima settimana, ci rincontreremo per valutare
l’efficacia di questi strumenti e, se necessario, intervenire diversamente”.

Chiara Appendino apprezza quello che i cittadini di Torino hanno fatto in
questi due mesi e mezzo di lockdown e li esorta a essere ancora più
responsabili in vista della Fase 2. “Io ho visto con i miei occhi migliaia
di giovani di Torino che si sono presi cura della nostra comunità, con il
volontariato, rispettando le prescrizioni e spiegandole a nonni e fasce
deboli. Li abbiamo visti attivi, attenti e consapevoli. Ed è proprio a loro
che chiediamo di essere ancora parte attiva nella gestione di questa fase
delicata di essere ancora responsabili. Quello che sarà importante è che
questo senso di tutela della nostra comunità continui ad affiancarci in un
nuovo modo di vivere. Noi non stiamo dicendo che non si debba andare a bere
un aperitivo o che non ci si debba vedere con gli amici; si tratta del
‘come’, non del ‘cosa’ verrà fatto. Abbiamo introdotte delle semplici
regole”, conclude il sindaco di Torino, “e lo facciamo per ridurre i rischi
di contagio, ma non possiamo pensare che sia possibile controllare ogni
singolo metro quadrato della nostra città e di rispettare le regole solo se
c’è un poliziotto o un vigile che ci sta guardando”.

L’ARENA di Verona

Il sindaco: «Da oggi divieto di consumare alcool per strada»

«Non posso vedere piazza Erba trattata peggio di una discarica, come si è
visto stamattina – dice il sindaco – La veronesità è rispettare la nostra
città. Non serve emozionarsi per i medici eroi, e poi creare assembramenti,
senza mascherina. Si può bere una birra, basta sedersi al bar, basta avere
comportamenti responsabili».

«Oggi farò un’ordinanza con il divieto consumare sostanze alcoliche
all’aperto per strada, se non seduti al bar. E permane il divieto di
assembramento». Da stasera multe, da 400 a 3000 euro. E non esclude chiusure
di alcune zone. (*)

«È inutile cercare di promuovere Verona in tutto il mondo, con Diodato e
l’Arena, e poi vedo girare sui social le immagini di piazza Erbe conciata
così, i turisti cosa pensano?».

Ass. Zanotto: «Il traffico sta tornando alla normalità, da lunedì tornano a
pagamento gli stalli blu in città. Prorogate fino al 31 maggio le fasce
allargate di accesso alla Ztl». Agevolazioni che erano state fatte per
agevolare l’asporto e che ancora oggi servono nella fase di riavvio delle
attività.

«Le forze del’ordine ieri sera c’erano in piazza Erbe, ma per evitare
problemi di ordine pubblico», spiega il sindaco.

(*) Nota di Roberto Argenta: per la prevenzione, in particolare per la
riduzione dei consumi di alcolici, è difficile intervenire sull’uso
domestico; molto invece si potrebbe fare per la movida alcolica che dai
primi segnali sembra essere ricominciata peggio di prima. Il fatto che
rappresenti un fattore di rischio per l’incremento dei contagi potrebbe
essere un buon motivo per imporre e finalmente far rispettare una seria
regolamentazione.

IL GIORNALE DI VICENZA

«No assembramenti»

Alcolici vietati per strada e in piazza

MONTECCHIO

Divieto di consumare bevande alcoliche di qualsiasi gradazione, da oggi fino
al 2 giugno compreso, negli spazi all’aperto che non siano quelli adibiti a
plateatico delle attività di somministrazione di alimenti e bevande. È
quanto stabilisce un’ordinanza firmata oggi dal sindaco Gianfranco Trapula a
scopo precauzionale per mitigare il rischio di diffusione del coronavirus.

«L’ordinanza mira ad evitare pericolosi assembramenti che potrebbero
favorire il contagio – spiega il sindaco -. Si potranno consumare bevande
alcoliche soltanto all’interno dei locali o negli spazi adibiti a
plateatico, ma sempre rispettando le distanze di sicurezza interpersonale.
Abbiamo adottato questa linea, condivisa con gli esercenti, in seguito ad un
confronto, avvenuto oggi in videoconferenza, con il prefetto, il questore,
le forze dell’ordine, l’Ulss 7 e 8, la Croce Rossa Italiana e i sindaci dei
principali centri del Vicentino. Le forze dell’ordine eseguiranno controlli
mirati su tutto il territorio e addetti dell’Ulss andranno nei bar per
spiegare ai clienti i pericoli che potrebbero derivare dagli assembramenti
in questa fase, che è ancora di emergenza».

«Prima di tutto la sicurezza – sottolinea il vicesindaco e assessore al
commercio Milena Cecchetto -. Questo provvedimento vuole essere uno
strumento per far capire che gli esercizi pubblici devono poter ripartire
senza rischi, sia per gli esercenti sia per gli avventori».

TERZOBINARIO.IT

Alcolici e distanziamento, Grando : “Richiudo Ladispoli”

“Ladispoli ore 23 la movida senza alcun controllo”. Questa la segnalazione
di una lettrice di Terzo Binario. Dichiarazione che ha trovato conferma
anche con quanto espresso dal sindaco, Alessandro Grando: “Sono appena
rientrato da un controllo per le vie della città. Non avete idea di quello
che c’era in giro stasera tra lungomare, Piazza dei Caduti e Viale Italia:
assembramenti di ragazzi ovunque, per di più senza mascherina, gente che
consumava alcolici in strada in barba all’ordinanza che lo vieta
espressamente, bottiglie abbandonate dappertutto”.

“Capisco la voglia di uscire e stare in compagnia, ma non è questo il modo
di comportarsi. Capisco anche che per i gestori dei locali non sia facile
controllare una situazione del genere, ma questo non è un motivo valido per
fare finta di niente – ha proseguito il primo cittadino – alla luce di
questi fatti mi vedo costretto ad introdurre nuovamente provvedimenti
restrittivi“.

“Il mio ruolo – ha terminato – mi impone di fare tutto il possibile per
tutelare la salute dei cittadini, anche a costo di essere impopolare. Così
non si può andare avanti”.

VIVICENTRO.IT

De Luca: “Non c’è bisogno di rincretinirsi con l’alcol, i baretti della
movida chiudono alle 23”

De Luca: “Non c’è bisogno di rincretinirsi con l’alcol, i baretti della
movida chiudono alle 23. Sfruttiamo l’occasione per sviluppare una campagna
per avere cafoni zero nella nostra Regione”

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso della
conferenza stampa odierna, con la quale ha aggiornato i cittadini sulle
ultime misure adottate per il contenimento del contagio, si è soffermato
sulla polemica che si è scatenata sulla decisione di chiudere i bar della
movida alle 23 per i troppi assembramenti notturni:

“Possiamo sfruttare l’occasione per ribadire che non c’è bisogno di prendere
le pasticche…di rincretinirsi con i super alcolici. Ogni fine settimana
avevamo decine di ragazzini, anche di 13 anni, che finivano in coma etilico.
A 13 anni, in coma etilico, nei nostri Pronto Soccorso! I baretti della
movida resteranno chiusi alle 23. Non dobbiamo generalizzare, ci sono tanti
gestori di bar che operano bene, ma la dimensione raggiunta da questo
fenomeno è esagerata. Vogliamo cogliere l’occasione per sviluppare non solo
una campagna per avere l’epidemia zero, ma per avere anche cafoneria zero.
Vorremmo far partire una campagna anche di valore internazionale: no boor,
cafoni zero. Una bella occasione per far crescere anche lo spirito civico e
soprattutto per umanizzare i momenti di incontro e di divertimento.

Allo stesso tempo ho sollecitato il ministero dell’Interno a dare direttive
più rigorose sull’uso delle mascherine e sulla gestione degli assembramenti
notturni. O facciamo tutti dei controllo rigorosi o diversamente i problemi
si riproporranno. Se ogni agente di pubblica sicurezza fa 10 ammende al
giorno agli irresponsabili daremo una mano a contenere il fenomeno. Sono
mesi decisivi per fare in modo che quello che riapriamo rimanga riaperto per
sempre e sia tutelata la vita dei cittadini.“.

LA NUOVA VENEZIA

Clistere alcolico provoca emorragia Ventenne ricoverato dopo lo sballo

r.p.

PORTOGRUARO

Un ventenne di Portogruaro è ricoverato in ospedale da quattro giorni dopo
essersi iniettato un clistere alcolico, la nuova frontiera dello sballo. È
rimasto vittima di un’emorragia, e dopo una prima visita al Pronto soccorso
è stato ricoverato.

Il ventenne ha voluto ubriacarsi in un modo insolito, ma niente affatto
sconosciuto dalla letteratura medica. Attraverso uno strumento facilmente
reperibile si è “iniettato” liquori per via rettale. L’alcol è stato
assorbito dal sangue, arrivando fino al cervello. I clisteri alcolici
producono uno sballo più veloce rispetto all’assunzione per via
“tradizionale”. Il caso più clamoroso all’autunno del 2012, quando diversi
giovani dell’Università del Tennessee furono ricoverati dopo una festa. Il
caso del portogruarese nella zona non sarebbe il primo in assoluto.
Sconcerto è stato espresso dal responsabile del SerD dell’Usl 4 Diego
Saccon. «Al momento non abbiamo dati sull’entità sociale del fenomeno in
Italia, tuttavia è giusto prestare la massima attenzione a questa devianza»,
spiega Saccon, «fa molto riflettere poi questo particolare utilizzo del
corpo per raggiungere lo sballo». —

TRNEWS

Ubriaco travolse padre e figlio in scooter, condannato a 14 anni

LECCE – Condannato a 14 anni di reclusione il 38enne di origini bulgare, che
travolse, ubriaco alla guida, padre e figlio in scooter in Viale Marche l’11
dicembre del 2017

Una tragedia classificata come omicidio stradale, per il quale scattò subito
l’arresto. In viale Marche, a Lecce, alle 6 del mattino, un’auto travolse
uno scooter. In sella c’erano un uomo e il figlio 16enne. Il primo morì il
ragazzo fu ricoverato in rianimazione. La vettura viaggiava sulla corsia
sbagliata, contromano, e colpì in pieno, frontalmente, il ciclomotore.

Alla guida della BMW, un uomo ubriaco: un cittadino di origine bulgara,
all’epoca 35enne. Il tasso alcolemico nel suo sangue era di quasi 5 volte
superiore al consentito

La vittima, il 60enne Albino Saracino, impiegato leccese stava accompagnando
alla stazione il figlio, che poi avrebbe preso il treno per raggiungere la
sua scuola a Casarano.

”Soddisfatto per il risultato ottenuto, l’avvocato Angelo Benedetto,
difensore della parte civile . Giustizia è stata fatta per un uomo che nella
giustizia e nel rispetto delle leggi ci ha sempre creduto, elevandolo a
baluardo dei valori di vita. Giustizia è stata fatta per Davide, ancora
minorenne quando rimase coinvolto in quel terribile incidente che gli portò
ingiustamente via il padre cambiandogli per sempre la vita. Giustizia è
stata fatta per l’intera società, perché non può in alcun modo essere
tollerato un simile contegno. “

PRIMAPAVIA

Grave intossicazione etilica per un 16enne che finisce al San Matteo

Questa notte gli interventi per malori legati all’alcol sono stati due.

Due malori legati all’alcol

Alle 00.12 i sanitari sono intervenuti a Stradella in via Cesare Battisti
per soccorrere un uomo di 36 anni sentitosi male a causa del troppo alcol
assunto durante la serata. Il 36enne, dopo essere stato soccorso, è stato
trasportato all’ospedale di Stradella, dove vi è entrato alle 00.40.

Alle 02.10 i sanitari sono intervenuti in via Santa Maria a Villanterio per
soccorrere un 16enne che ha particolarmente risentito degli alcolici assunti
nelle ore precedenti.

Il giovane, che si sentiva molto male a causa della grave intossicazione
etilica, è stato trasportato al San Matteo di Pavia, dove vi è entrato alle
02.58 in codice giallo. Vista la minore età del ragazzo, sul posto sono
intervenuti anche i Carabinieri di Pavia.

LIBEROQUOTIDIANO

Scienze & tech Alimentazione e benessere

Coronavirus, l’ultima evidenza sugli effetti impensabili del vino rosso:
speranze per una sostanza contenuta al suo interno (*)

Avellino, per fortuna, non ha soltanto Luigi Di Maio. Avellino, che ai tempi
del centravanti argentino Ramón Diaz vantava una buona squadra di calcio, ha
anche il Taurasi, vino rosso rubino che porta il nome di un’amena località
collinare. Dal Taurasi deriva il Taurisolo, miscela di polifenoli a base di
resveratrolo estratto dalle vinacce dell’Aglianico noto come Fluxovas, un
integratore alimentare. Il resveratrolo, che si trova soprattutto negli
acini d’ uva, è un composto prodotto da alcune piante scaccia-batteri. E
adesso salta fuori che, somministrato sottoforma di aerosol, potrebbe
addirittura sconfiggere o quantomeno rendere più docile il Corona.

Che il vino rosso possa rappresentare la cura al “vairus” (come lo chiamava
Giggino all’ inizio del contagio) è riportato sulla rivista scientifica
Nature, una delle più prestigiose e antiche del mondo. Nello studio,
pubblicato dai ricercatori Guangdi Li ed Erik De Clerq, sono state
sperimentate in vitro e anche su animali diverse molecole contro i beta
coronavirus principali. Tra queste, proprio il resveratrolo si è come detto
dimostrato capace di bloccare la replicazione virale di Mers, la sindrome
respiratoria parente del Covid-19.

Viste queste interessanti premesse, il direttore del dipartimento di
Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, Ettore Novellino, è partito
con la sperimentazione, ha brevettato la miscela di polifenoli – il
taurisolo, dicevamo – e il direttore di Pneumologia Alessandro Sanduzzi
Zamparelli lo ha usato sottoforma di aerosol nei pazienti con Tubercolosi
bacillifera per valutarne la portata antinfiammatoria. «Dopo una sola
somministrazione – ha confermato il professore – in due pazienti su tre
l’Interleuchina 6 al prelievo risulta dimezzata. Si tratta di un rilievo
molto promettente per controllare la fase infiammatoria di Sars-Cov-2, di
cui attendiamo il via libera dall’ Agenzia italiana del Farmaco per la
sperimentazione». Dalle parti del Vesuvio si dice “vino, carne e maccarune
songo ‘a cura p”e purmune” – vino, carne e maccheroni sono la cura per i
polmoni. Un altro proverbio, ma questo è tutto un altro discorso, recita “‘o
vino fa sanco e ‘a fatica fa jettà ‘o sanco!” – cioè il vino genera sangue,
mentre il lavoro ne fa perdere. Che la Campania faccia notizia per il vino è
un po’ clamoroso: da quelle parti vanno forte il limoncello e il babà al
rhum. La pasta, la mozzarella ‘ncopp, i friggitelli, lo chef Antonino
Canavacciuolo, ma non il mosto d’ uva. «In Napoli… When the moon hits your
eye like a big pizza pie/That’ s amore» cantava Dean Martin. «Sole mio e
pizza» sono da sempre un’etichetta partenopea. Il vino no, non lo è affatto.
È dunque probabile che il Nord, ai cui popoli il vulcanico governatore
Vincenzo De Luca vorrebbe chiudere le frontiere, opporrà al Taurasi – il
vino anti-batteri – una delle sue massime eccellenze, quell’ Amarone, il re
dei rossi, che vanta un’importante presenza di resveratrolo.

Anche in questo caso le evidenze degli esperti non mancano. Già uno studio
scientifico del 2004, pubblicato sul Journal of Sensory, metteva in rilievo
le proprietà benefiche del nettare prodotto in Valpolicella, verdeggiante
zona collinare che introduce alle Prealpi veronesi. «Secco, rosso e cordiale
come la casa di un fratello con cui si va d’accordo» scrisse Hemingway
parlando del vino Valpolicella nel romanzo “Di là dal fiume e tra gli
alberi”, nato mentre soggiornava a Caorle, sul litorale veneziano, a casa
dell’amico Raimondo Franchetti detto Nanuk. In Lombardia, tra i rossi,
eccellono l’Oltrepò Pavese, lo Sforzato di Valtellina, il Merlot del Garda,
il Valcalepio, vino tosto come la terra da cui proviene, Bergamo, dove
presto – una volta vinta la battaglia contro il maledetto Corona – torneremo
a gustarci i meravigliosi scorci e sorsi. «Quando sei felice – scriveva
Charles Bukowski – bevi per festeggiare.

Quando sei triste bevi per dimenticare. Quando non hai nulla per essere
triste o felice bevi per far accadere qualcosa».

Confidiamo quindi negli acini d’ uva rossa, di cui già nel 2014 un’altra
rivista scientifica, eLife, aveva decantato le proprietà antinvecchiamento e
antinfiammatorie. Già, nel 2014, dunque sei anni fa: Di Maio aveva appena
smesso di vendere bibite con la pettorina arancione allo stadio San Paolo di
Napoli e seppur già parlamentare nessuno avrebbe immaginato che sarebbe
diventato ministro, prima del Lavoro e poi degli Esteri. Il Coronavirus ci
era sconosciuto. Conte era un semplice leguleio. Nessuno, sei anni fa, ci
vietava di uscire di casa. Che tempi! E ora sul vino rosso miracoloso si
aprirà un altro fronte della polemica Sud-Nord.

(*) Nota di Emanuele Scafato: “L’ultima evidenza sugli effetti impensabili
del vino rosso” … Scritta e letta così è completamente FAKE. Indurre a
ritenere che il VINO o la bufala del resveratrolo
(ilfattoalimentare.it/resveratrolo-frode-antiossidanti.html?fbclid=I
wAR2vVywY6L8WjJJRucUEdWljrd0R9raO4ef6SG5rYOhFzeeBMrfXsOogivQ) possa portare
a risultati di salute è abuso della credulità popolare così come riportato
nei codici. Il giornalista che scrive del VINO di proprietà assolutamente
false viola norme nazionali e una Sentenza della Corte Europea di Giustizia
(non si possono vantare proprietà salutistiche dell’alcol). In periodo di
epidemia COVID, OMETTERE che di vino ci vorrebbero almeno 100 bicchieri , al
giorno, per tre.sei MESI (INT J CANCER , Lancet, BMJ) per ottenere una
concentrazione adeguata di resveratrol capace di determinare un qualsiasi
effetto nell’organismo è sintomatico di una volontà di NON favorire il
diritto del consumatore a scelte informate incluse quelle che ISS e
Ministero della Salute insieme all’OMS hanno diramato meno di un mese fa
esattamente contro questo tipo di DISINFORMAZIONE: ATTENZIONE a chi DIFFONDE
Fake News, la manipolazione degli studi di Guangdi Li ed Erik De Clerq,
sperimentazioni in vitro e su animali MAI sull’uomo quindi non
generalizzabili, che hanno riportato le “POSSIBILI” molecole attive su virus
CONOSCIUTI pre-COVID19 è inaffidabile e pretestuosa. Lo studio di Napoli NON
è stato autorizzato dall’AIFA, si verifichi , ma da un comitato etico del
Monaldi e lo stesso Novellino è stato CAUTO nelle sue stesse dichiarazioni e
dice che NON possono trarsi conclusioni specie se si tratta di delicatissimi
casi di COVID (e non è detto che si avvii la sperimentazione). L’ALCOL
danneggia SEMPRE il sistema immunitario e favorisce le infezioni virali in
particolare quelli da viruis polmonari (revisione sistematica della
letteratura
www.epicentro.iss.it/coronavirus/pdf/scheda-alcol.pdf?fbclid=IwAR1Hl
1Gil6n8VMIvgLTZjwcZgVhXzlLP23gJAym8i4GSsT3EwAU0ovAmdOs ) , Chi non scrive di
tutto non dimostra attenzione e sensibilità per la tutela della salute delle
persone e non persegue interessi di salute pubblica che viene danneggiata da
un informazione non valida e non oggettiva. DISINFORMAZIONE da cancellare.

WINEMAG

Aliquota Iva sul vino al 10% al posto del 22%: la proposta di Fivi a
Bellanova e Gualtieri

Lettera dei vignaioli indipendenti ai ministri Teresa Bellanova e Roberto
Gualtieri

Abbassare l’aliquota Iva sul vino dal 22 al 10%, passando dall’ordinaria
all’agevolata almeno per i prossimi tre anni e mezzo. È la proposta avanzata
da Fivi “per favorire l’acquisto di vino e per sostenere il settore
vitivinicolo” alle prese con le conseguenze del lockdown da Coronavirus. La
lettera firmata dalla Federazione vignaioli indipendenti è da qualche giorno
sul tavolo dei ministri Teresa Bellanova e Roberto Gualtieri, titolari dei
dicasteri alle Politiche Agricole e all’Economia e Finanze.

L’aliquota Iva agevolata al 10% dovrebbe essere garantita dallo Stato fino
al 31 dicembre 2023, se non oltre. Nella missiva, Fivi chiede inoltre di
introdurre la possibilità di emissione della fattura solo all’incasso e il
posticipo del versamento Iva delle fatture già emesse da marzo.

“Il primo comma dell’articolo 6 del DPR 633/72 – spiega la Federazione in
una nota – prevede infatti che le cessioni di beni mobili si considerano
effettuate nel momento della loro consegna o spedizione”.

Alla luce della situazione che ha portato alla sospensione di tutte le
attività di somministrazione, tenuto conto che la loro ripresa ed il loro
ritorno a livelli economici pre-pandemia saranno incerti, difficoltosi e
lunghi, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti ha chiesto ai
Ministri che, fino al 31/12/2023, l’Iva relativa alle vendite di vino
all’Horeca sia esigibile solo al momento dell’incasso delle fatture e non al
momento della consegna o della spedizione”.

Di conseguenza, la richiesta contenuta nella lettera ai ministri Bellanova e
Gualtieri è che “anche la fattura sia emessa solo dopo aver incassato il
corrispettivo dovuto”. Una posizione che, per certi versi, avvicina Fivi
alle “Linee guida per il mercato e la rete di agenti” dettate a metà aprile
da Club Excellence, la cooperativa che raggruppa alcuni tra i maggiori
distributori e importatori di vino del Bel paese.

Nel documento viene infatti sottolineato che la consegna degli ordini di
vino in conto vendita è da evitare, in quanto “pratica non corretta, volta a
far prevalere logiche più propriamente finanziarie e di elusione fiscale“.

Per le vendite già effettuate da marzo in avanti e per le quali è già stata
emessa la relativa fattura di vendita, i vignaioli indipendenti Fivi
richiedono di poter considerare l’Iva “in sospeso”, come avviene per le
cessione alla Pubblica Amministrazione, “esigibile soltanto all’atto
dell’incasso della stessa, precedentemente emessa”.

IL MESSAGGERO

Ubriaco prende la compagna a calci e pugni, lei scappa e lui tenta di
investirla: arrestato

Presa a calci e pugni dal compagno ubriaco, che l’ha inseguita per strada,
cercando più volte di investirla. L’ennesimo incubo vissuto per anni da una
giovane donna e che è terminato ieri dopo l’ennesima aggressione, nella
campagne di Fiumicino dove equipaggi della Polizia di Stato del
commissariato Fiumicino, del Reparto Volanti e del commissariato Aurelio
hanno arrestato P.C., un 50enne romano, con precedenti di polizia,
responsabile di lesioni gravi, maltrattamenti in famiglia e rapina ai danni
della compagna ungherese di 32 anni. I maltrattamenti sono accaduti nella
località di Testa di Lepre dove la coppia vive in una casa di campagna: ieri
nel tardo pomeriggio alla fine la donna è riuscita a chiedere aiuto al
numero unico delle emergenze 112, perché ha detto di esser seguita da un
uomo.

Le pattuglie, inviate immediatamente sul posto, hanno rintracciavano la
donna mentre, dal bordo della strada, gesticolava vistosamente per attirare
la loro attenzione. Gli agenti hanno subito notato evidenti escoriazioni
sulle braccia, sulle gambe e sul volto, lei disperata e umiliata ha
raccontato di aver litigato violentemente con i compagno, palesemente
ubriaco, che l’ha ripetutamente colpita con calci e pugni. L’uomo le ha
anche sottratto il portafogli con all’interno i documenti d’identità.

La donna è comunque riuscita a fuggire di casa per chiamare aiuto, ma il
compagno non si è dato per vinto e l’ha inseguita con la macchina, per
cercare di fermarla, tentando più volte di investirla. La vittima è stata
immediatamente soccorsa e condotta in ospedale, dove le sono state
riscontrate diverse lesioni ed una frattura al volto, con prognosi di 30
giorni. Nel frattempo, l’autore del reato è stato rintracciato nella sua
casa, ancora ubriaco, e portato presso il commissariato di Fiumicino e
successivamente in carcere a Civitavecchia. Dopo essere stata medicata, la
donna, in Commissariato, ha raccontato l’incubo in cui ha vissuto nei due
anni di convivenza con l’arrestato, caratterizzati da violenze di ogni
genere mai denunciate, che spesso l’hanno costretta a ricorrere a cure
mediche.

MANTOVAUNO

Ubriaco si schianta contro un semaforo. Denunciato 33enne di Borgo Virgilio

MANTOVA – Un 33enne di Borgo Virgilio, ubriaco con un tasso alcolico tre
volte superiore a quello consentito dal codice della strada, è andato a
sbattere con la propria Fiat 500, contro un semaforo in Piazza Don Leoni.
Macchina ferma in mezzo alla carreggiata, notata dalla polizia, con evidenti
ammaccature sull’esterno, airbag scoppiati all’interno. Lì vicino il
conducente, A.R, in evidente stato di ebrezza alcolica con difficoltà a
parlare e deambulare. Ciò nonostante, il giovane, diceva di stare bene e di
non aver bisogno di cure mediche.

Al termine degli accertamenti gli agenti della polizia hanno avviato le
pratiche con conseguente denuncia per guida in stato di ebrezza alcoolica,
sequestro dell’auto e della patente di guida.

ILGIORNALELAVOCE

CHIVASSO. Era ubriaco il senzatetto che ha devastato il Duomo, voleva 200
euro

Andrea Bucci

CHIVASSO. È un uomo di 35 anni senza fissa dimora l’autore del raid nella
sacrestia del Duomo e nella chiesa di San Giovanni. È stato rintracciato dai
carabinieri di Chivasso, ieri sera, nei pressi della stazione ferroviaria:
era ubriaco.

Al don, qualche ora prima del raid, aveva chiesto 200 euro e al rifiuto ha
scatenato la sua rabbia. Aiuti che nei giorni scorsi don Davide Smiderle non
aveva mai negato.

Associazione Nuovo Paradigma O.d.V. – C.F. 91071720931

Associazione Nuovo Paradigma O.N.L.U.S. – C.F. 91071720931